Heritage Tourism - Un nuovo turismo

Un nuovo turismo è possibile: dal turismo di massa all’Heritage Tourism

Dal turismo di massa all’Heritage Tourism

Il forte interesse (e in molti casi la necessità) da parte di enti e città per un turismo meno aggressivo, e il desidero spesso inappagato, da parte dei turisti, di un turismo diverso, mi hanno spinto a scegliere questo tema per l’articolo di questa settimana.

Un tema che già avevo affrontato mesi fa durante l’ VIII Convegno Nazionale dell’ Associazione Nazionale dei Piccoli Musei a Calimera, intitolato “Musei Accoglienti: una nuova cultura gestionale per i Piccoli Musei”.

Il turismo di massa: non solo lati negativi

Per capire meglio questo nuovo turismo dobbiamo, per prima cosa, comprendere pienamente il significato del concetto di turismo di massa. Quando parliamo di turismo di massa ci riferiamo a un’attività nella quale viene coinvolto un alto numero di turisti, concentrati in un spazio determinato e, di solito, durante un periodo dell’anno specifico (anche se sappiamo bene che in città come Roma o Firenze questo flusso turistico dura tutto l’anno).

Il turismo di massa è stato molto criticato nell’ultimo decennio, spesso senza tener conto che questo fenomeno ha anche lati positivi. Innanzitutto si tratta di un fenomeno storico che si sviluppa soprattutto dopo la Seconda Guerra Mon
diale per aiutare la ripresa economica  dell’Europa.

Infatti con il tempo è diventato una fonte economica molto importante e, negli ultimi decenni, ha permesso anche di creare un’offerta turistica con prezzi bassi; permettendo a molte persone di ambire a viaggi che in passato erano impossibili per certi ceti sociali.

Per di più non possiamo dimenticare che è stato questo turismo a creare lPompei - Turismo di Massa’idea della “meta da sogno”, un’idea che ancora oggi spinge tantissimi turisti a visitare il nostro territorio.

 

Allora perché abbiamo bisogno di un turismo diverso?

Perché purtroppo questo turismo ha diversi lati negativi: le città vengono maltrattate, le risorse non sono usate in maniera responsabile e molte volte non sono sufficienti (in queste risorse possiamo anche includere i servizi di pulizia delle città, che tante volte non riescono a mantenere i livelli standard di pulizia per l’alto numero di persone, con il conseguente inquinamento dell’ambiente).

Inoltre parliamo di una fonte economica molto importante che però si concentra in una piccola parte del territorio, tralasciando le altre destinazioni, ed è spesso fortemente stagionale.

A livello di offerta turistica, il turismo di massa ha creato un solo tipo di visita ed è solo quella che vende. Il turista, nella stragrande maggioranza dei casi, non torna nei luoghi visitati perché ha già fatto l’unica visita che gli è stata proposta (motivo per cui tante volte il soggiorno dura anche poco).

Un nuovo turismo che non rimpiazzi ma affianchi

Con questo però non voglio dire che il turismo di massa debba essere rimpiazzato. Un’attività economica così importante non può essere cancellata né tantomeno sottovalutata (anche se il flusso turistico dovrebbe essere gestito meglio).

Però possiamo creare un nuovo tipo di turismo che cerchi di risolvere alcuni dei problemi presentati dal turismo di massa e, soprattutto, che risponda alle esigenze dei turisti e del territorio. Sto parlando dell’Heritage Tourism.

L’obiettivo di questo nuovo turismo è offrire un’alternativa di qualità:

Usando gli elementi del territorio (come tradizioni, feste, eventi storici…).

 

Con l’utilizzo responsabile delle risorse.

 

Creando un’attività economica fuori dai soliti circuiti già conosciuti.

 

Progettando attività e percorsi unici, che invitino il turista a ritornare più volte in una stessa destinazione.

 

Se analizziamo bene l’Heritage Tourism vediamo che qui ci concentriamo su tre elementi essenziali: i visitatori, il territorio e i contenuti.

Per fare questo, è indispensabile la collaborazione di tanti enti e realtà; senza collaborazione è impossibile rispondere alla richiesta che questo nuovo turismo produce.

Se volete saperne di più potete visitare la pagina del sito dedicata a questo argomento Heritage Tourism; e anche l’articolo Turismo e Comunicazione alle porte della Storia.