Palazzo Gotico di Piacenza

Piacenza in pillole: scoprendo la “Primogenita” d’Italia

Oggi si riparte con la seconda puntata della mia rubrica “in pillole”. Per chi è nuovo sul mio blog spiego subito di cosa si tratta, ogni tanto scrivo articoli su mostre, eventi o città, ma non vi faccio un elenco di cose da vedere o da fare, bensì vi racconto 3 cose che mi hanno colpito di questi luoghi.

Lo scopo di questa rubrica è quello di scoprire dettagli unici e dimostrare come ogni luogo, ogni mostra, ecc, nasconda sempre qualcosa di magico e di bello per noi.

Se invece cercate una mini guida di Piacenza vi consiglio l’articolo del Touring Club con un elenco breve e chiaro dei luoghi da visitare nella città piacentina.

Pillola 1: La passione e orgoglio piacentino per l’Unione d’Italia

La prima pillola dedicata a Piacenza non è uno oggetto ma piuttosto un sentimento.

Quando giravo per Piacenza sono rimasta molto incuriosita delle targhe con la scritta Piacenza Primogenita d’Italia. Appena ne ho avuto occasione, ho chiesto a diverse persone cosa significasse questa frase.

E così ho scoperto che Piacenza fu la prima città d’Italia (il 10 maggio 1848) a chiedere, con un plebiscito, l’annessione al Regno di Sardegna, ottenendo così da Carlo Alberto il titolo di Primogenita. Ed è stato sorprendente sentire l’orgoglio dei piacentini nel sottolineare che loro furono i primi a credere in un’Italia unita.

In tempi come i nostri, in cui tanti sminuiscono l’importanza dell’unità d’Italia, visitare una città che per prima credette in quel sogno è qualcosa di speciale, ti fa sentire come la storia sia viva.

Pillola 2: Il tondo di Botticelli.

Sandro Botticelli è uno dei miei artisti preferiti, ogni volta che visito gli Uffizi rimango estasiata dalle sue opere. Inoltre, in passato ho avuto anche la fortuna di studiare, per motivi accademici, i disegni che Botticelli realizzò per illustrTondo di Botticelli - Piacenzaare la Divina Commedia di Dante, e gli ho trovati incredibili.

Non sapevo dell’esistenza di un Botticelli a Piacenza fino a due giorni prima della mia visita a questa città.

Si trattava del tondo della Madonna adorante il Bambino con San Giovannino.

E dopo averlo visto, vi posso garantire che tornerei mille volte a Piacenza soltanto per contemplare ancora questo Botticelli pieno di colori e di dolcezza.

Pillola 3: Il fegato etrusco di Piacenza

In realtà anche se ho visitato Piacenza poche settimane fa, era da tempo che volevo visitare questa città. Il motivo di questo interesse si trova in un reperto archeologico conservato nei Musei Civici di Palazzo Farnese: il fegato etrusco.

Avevo studiato quest’oggetto anni fa per l’esame di Etruscologia e da allora volevo contemplarlo da vicino ma ancora non ero riuscita ad averne l’occasione.

Emozionata come una bambina sono entrata nei museiIl fegato etrusco - Piacenza civici di Piacenza, ho cercato tra le sale l’oggetto che per tanto tempo avevo immaginato e così all’ improvviso, al centro di una piccola sala, l’ho trovato.

Il modellino in bronzo di un fegato ovino, con una superficie quasi interamente occupata da iscrizioni in lingua etrusca.

Immagino che alcuni di voi, vi stiate chiedendo cosa abbia di tanto speciale. Grazie a questo oggetto abbiamo  conosciuto meglio il pensiero religioso degli etruschi.

Gli aruspici etruschi esaminavano il fegato degli animali sacrificIl fegato etrusco di Piacenza - lingua etruscaati per conoscere il volere degli Dèi. Il fegato di Piacenza ci ha permesso di capire non solo come si leggevano le viscere degli animali ma anche di approfondire la nostra conoscenza del pantheon etrusco .

Insomma siamo davanti a un reperto di un valore storico inestimabile, con il quale avvicinarci un po’ di più agli etruschi e conoscere meglio il popolo che diede tanto ai romani.

Piacenza non finisce qui.

Come dicevo all’ inizio di questo articolo, questo non è una guida sulle cose da vedere e da fare a Piacenza. Ma sui 3 elementi che per me hanno significato qualcosa, sulle tre cose che mi sono portata a casa e che non dimenticherò. Sulle tre cose che hanno reso speciale la mia visita in questa città emiliana.

Allora voi cosa aspettate per correre a vedere Botticelli e il fegato etrusco?