Museo Tolomeo: la Wunderkammer di Bologna

Il Museo Tolomeo prima e dopo Museomix

Oggi ho il piacere di ospitare nel mio blog un bellissimo articolo sul Museo Tolomeo di Bologna della dott.ssa Lucilla Boschi, curatrice insieme a Fabio Fornasari del Museo. In quest’articolo ci racconterà la bellissima esperienza di Museomix nel suo Museo.

Museomix: il format francese arrivato in Italia

Museomix è un format internazionale (di matrice francese): un laboratorio co-creativo di tre giorni che raccoglie professionisti con vari profili nel cuore di un museo. L’ obiettivo è progettare e prototipare nuove esperienze e attività di museologia digitale. I dispositivi creati sono basati su spazi e contenuti messi a disposizione dal museo, che si ritrova quindi “invaso” da questa comunità composta da maker, programmatori, esperti di contenuti, comunicatori, designer e mediatori.

Museo Tolomeo Bologna
Foto di Lorenzo Burlando

Il fulcro di questa maratona creativa è trasformare il museo in una sorta di “officina” nella quale progettare strumenti che possano migliorare la fruizione delle collezioni e coinvolgere nuovi pubblici.

In epoca contemporanea, nel museo conta sempre di più l’esperienza del visitatore che non è più semplice osservatore ma diviene attore partecipe, e questo era il nostro motto principale.

Il 2016 è l’anno in cui l’Italia ha preso parte, per la prima volta, a Museomix. Un esordio che ha coinvolto 4 musei in tutto il territorio italiano. In tutto il mondo, questa edizione di Museomix ha coinvolto 16 musei, in 5 nazioni, 16 città e 17 luoghi, dall’11 al 13 novembre. Dal 4 al 6 novembre c’è stata l’anteprima di Museomix in Québec.

 

Vi presento il Museo Tolomeo di Bologna

 

Il nostro Museo presenta un’esperienza articolata in un racconto che ricombina memorie, conoscenze e testimonianze relative alla storia della città di Bologna, intrecciate in modo indissolubile con quella dell Istituto dei ciechi “Francesco Cavazza”. Il Museo Tolomeo è un caso studio sui temi della trasmissione del sapere, dell’innovazione tecnologica e dell’intreccio tra linguaggi.  Ci piace pensarlo anche come al museo dell’innovazione permanente.

Nel progetto sono coinvolti in prima persona gli “inventori” di Museo Tolomeo, l’architetto museologo Fabio Fornasari, e la scrivente, Lucilla Boschi, storico dell’arte specializzato in intermedialità; oltre a essi, l’Istituto Cavazza ha messo in campo alcune delle proprie professionalità interne, in particolare il settore dedicato alle attività tiflotecniche e allo sviluppo di hardware e software accessibile.

 

Il Museo Tolomeo prima, durante e dopo Museomix.

 

«Quando eravamo bambini abbiamo imparato a copiare le cose per contatto: con la creta o con il pongo si prendevano le forme facendole aderire all’originale. Con MuseoMix penso possa accadere qualcosa di simile: prenderemo e lasceremo impronte gli uni sugli altri». (Fabio Fornasari, Curatore del Museo Tolomeo)

Museomix è avvenuto dall’ 11 al 13 novembre 2016. I tre giorni sono stati il culmine di un percorso iniziato mesi prima. La prima impronta che Museomix ha portato a Museo Tolomeo è stato l’aumento di visibilità: in pochi mesi si è ampliata la rete intorno al museo dentro la città di Bologna, dalle istituzioni a varie realtà culturali e produttive del territorio. In questo senso, tra le relazioni che il Museo ha costruito ci sono il Comune di Bologna, CNR IRPPS (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali), CNA Bologna, Archilabò, FabLab Bologna, Kilowatt, Un Altro Studio, per citarne solo alcuni, e media partner come Bologna Channel.

Museomix ha rappresentato anche un’opportunità per creare un tavolo di confronto con nuovi punti di vista, molto differenti per provenienza culturale e geografica, e per riflettere quindi sul tema della collezione e del suo uso, e ancor più sul ruolo del museo come attivatore di relazioni e come ambiente di apprendimento.

Realta al Museo Tolomeo
Foto di Lorenzo Burlando

Durante i 3 giorni di Museomix (del 11 al 13 novembre) 70 persone collocate tra squadre e staff, con le più variegate competenze e provenienze,  hanno “invaso” il Museo Tolomeo. E il giorno dell’apertura al pubblico, nel pomeriggio di domenica 13 novembre, abbiamo sfiorato le 200 persone nel pubblico presente.

La prima edizione di Museomix Bologna non si è conclusa il 13 novembre: i prototipi sono rimasti in mostra per 15 giorni, che si sono conclusi con due eventi speciali: 24 e 25 novembre negli ambienti del museo ha avuto luogo “Toccare la roccia”, spettacolo a cura di Gruppo Elettrogeno – Orbitateatro, al quale è seguito il finissage sabato 26 con l’installazione “Janvier” a cura di Pier Paolo Patti.

Quello che MuseoMix ha portato in dote è un processo già in atto, cioè l’ampliamento di relazioni e reti: perché il Museo può e deve vivere anche fuori dalle proprie mura.

 

 Tre parole per descrivere il vostro Museomix

 

Energia: qualcosa che ha aleggiato nelle sale per tutti e tre i giorni di Museomix, la sensazione della presenza costante di un potere creativo e immaginativo fuori dal comune.

Emozione: quella dipinta sui volti dei museomixer quando per la prima volta si sono inoltrati nelle storie di Museo Tolomeo, sfiorandole con le dita e con l’udito. Ma anche quella di vedere nascere i prototipi ora dopo ora, fino alla corsa degli ultimi minuti prima dell’apertura al pubblico.

 

Intreccio: di pensiero, di lingue, di culture e di punti di vista. È una delle basi di Museomix.

 

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Foto di Lorenzo Burlando

L’immagine che più rappresenta lo spirito del nostro evento è quella che ritrae Annissa Gultom, la giovane curatrice del museo di storia di Jakarta, esclusivamente anglofona, dettare in italiano a Höelle Corvest, non vedente francofona, per la realizzazione di un testo in braille.

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