Social Media Content: 3 errori da evitare

Sentiamo spesso il termine “content marketing”, da anni si parla dell’importanza dei contenuti per la promozione delle aziende e di come attraverso i contenuti si possano creare relazioni con i clienti più durature nel tempo. Questo farebbe pensare che ormai dovrebbe essere una strategia di marketing “metabolizzata”.

Invece ancora oggi si trovano realtà che

si ostinano a lavorare con il marketing di vecchio stile

oppure

non applicano una vera strategia di content marketing legata agli obiettivi, ai valori e al contesto dell’azienda.

Questa mancanza di cura per il content marketing si fa molto evidente quando ci avviciniamo ai social media (in questo ambito parliamo di Social Media Content). In questi anni di consulenze e formazione ho notato che troppo spesso l’approccio ai social media è questo:

“vediamo cosa va di moda e facciamolo”

Ed è qui che ogni strategia muore senza neanche essere nata.

Per questo motivo, in quest’articolo voglio parlare di 3 errori (possiamo anche dire 3 approcci) che si dovrebbero evitare quando ci avviciniamo a una buona strategia di Social Media Content.

1.Apertura di ogni canale social

Non mi stancherò mai di dirlo, non è obbligatorio stare su ogni social media esistente. E ti do 3 buoni motivi:

Target

Investimento

Contenuti

Ogni canale social è un piccolo mondo con le sue regole, i suoi abitanti e le sue strade, è necessario capire la filosofia del canale. Molto spesso il nostro target non è presente sul canale oppure la percentuale è così bassa che è preferibile investire gli sforzi e il budget in un altro canale. Non dobbiamo mai sottovalutare l’analisi delle persone che utilizzano i social.

Target e budget ci aiutano a decidere, i contenuti ci dicono come fare. Presidiare un canale social implica preparare un piano editoriale e un calendario editoriale che siano adeguati al tipo di contenuto consumato sulla piatafforma. Per fare questo, è necessario ricercare i materiali, prepararli e avere una buona dose di creatività. Tutte queste attività ricadono anche sul budget ed è per questo che a volte non è possibile stare su ogni canale.

2.Facciamo i video: loro funzionano sempre

Credo che non esista un consulente di comunicazione che non abbia sentito mai questa frase. Colpa anche di questa frase se troviamo account di brand riempiti di video spesso molto “casalinghi”.

Il videomaking è essenziale, fare video di buona qualità e in linea con la nostra strategia è fondamentale. Però non basta soltanto questo.

I video funzionano quando c’è una strategia e quando vengono affiancati da una serie di contenuti che valorizzano e sfruttano al meglio il significato del video. Un video non è un’isola deserta in mezzo all’oceano che aspetta che i marinai approdino sulle sue coste.

Il video ha un valore, e crea valore, dal momento che fa parte di una strategia più ampia.

3.I video sono il passato, facciamo le Stories

Considero le Stories uno dei mezzi più potenti oggi per fare social media marketing, infatti ho scritto diversi articoli al riguardo. L’ultimo dedicato alle Instagram Stories, che puoi leggere qui.

Social Media Content - Veronica Ramos

Purtroppo, come con ogni nuovo strumento che va di moda, soffre dalla famosa formula: più trend – meno qualità. In altre parole, la cosa importante è essere presenti e condividere “cose” senza pensare veramente al contenuto di ciò che stiamo presentando alle persone.

Così ci ritroviamo tantissimi account in cui la strategia sono le stories dell’ufficio, questo è il famoso dietro le quinte ridotto alle ossa.

Le Stories sono molto belle e complesse ma la semplicità del loro utilizzo porta in inganno. Il target che utilizza e guarda le stories è sempre più esigente perché vuole genuinità ma allo stesso tempo qualità (stay tunned perché sto preparando un altro articolo al riguardo ;-)).

Si inizia dal primo passo…

Spero che questi 3 errori ti facciano riflettere sulla tua strategia di Social Media Content e se vuoi una consulenza o della formazione su queste tematiche puoi scrivirmi qui   >>>  Contatti

 

E ricorda che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)