I social oltre la lotta - Veronica Ramos

Oltre la lotta tra i pro-social e gli anti-social

Unicredit lascia Facebook

Venerdì scorso il gruppo Unicredit ha comunicato che avrebbe abbandonato Facebook, Messenger e Instagram, investendo invece i suoi sforzi nella valorizzazione dei canali digitali proprietari.

Dopo il post su Facebook non sono mancate le critiche e polemiche in ogni angolo del mondo web. Ho notato che anche questa volta abbiamo assistito all’eterna lotta tra i pro-social e gli anti-social, tra chi sostiene che senza i social non si possa fare un buon marketing e chi crede che i social non siano così importanti, anzi che spesso non portino risultati.

I social stanno morendo

Una delle ragioni più affermate dal gruppo anti-social è che i social stanno morendo e quindi che non vale la pena investire in questi canali.

Quest’affermazione però dimostra una scarsa conoscenza del mondo del social media marketing, dove i canali non stanno morendo ma sono in continua trasformazione. Al riguardo basta vedere le ultime novità che ha presentato Mark Zuckerberg all’F8, la conferenza annuale dedicata al futuro dell’universo Facebook.

Inoltre sostengono che Facebook stia soffrendo un continuo svuotamento e che, goccia dopo goccia, il suo oceano blu stia diventando soltanto un mare. Però in questo caso dovremmo parlare di quanto sia attivo questo mare blu, perché alla fine

quello che ci interessa sono gli utenti attivi e non gli account passivi.

Dobbiamo anche tenere conto che le persone che lasciano Facebook non spariscono dal mondo online, ma utilizzano altri social più adatti alle loro esigenze e desideri. L’esempio più eclatante è la generazione Z che non usa praticamente Faceboook ma preferisce Instagram e Snapchat.

I social vanno usati sempre

Dall’altra parte incontriamo i difensori ad oltranza dei social media che hanno criticato fortemente la scelta di abbandonare i canali di Zuckerberg. Anche se in pochi hanno sottolineato che comunque la banca rimarrà attiva su Twitter e Linkedin. Questa è una scelta fatta da molte aziende, perché la cosa importante non è utilizzare ogni social ma solo quelli che ci portano risultati.

I social media con obiettività - Veronica Ramos

Non esistono aziende che non abbiano bisogno dei canali social, però a target e aziende diversi corrispondono strategie e canali diversi.

Così un’azienda può avere soltanto un canale aperto; per esempio può scegliere di usare soltanto Linkedin perché per la sua attività B2B  è l’unico canale che porta i risultati desiderati.

In aggiunta molte delle critiche pro-social non hanno tenuto conto che Unicredit è una grandissima realtà con un reparto marketing molto importante. I loro professionisti sicuramente  avranno valutato al meglio la scelta, sono convinta che ci siano anche delle ragioni che noi non conosciamo perché non lavoriamo dentro dell’azienda; quindi senza queste ragioni è difficile capire bene la scelta e dare un parere definitivo.

Oltre la battaglia con obiettività

Cercando di guardare la vicenda di Unicredit da un punto di vista obiettivo, senza pregiudizi o strutture preconfezionate, possiamo imparare nuove idee:

» forse Unicredit ha deciso che investendo nei loro canali proprietari, insieme a Twitter e Linkedin, avrebbe migliorato la personalizzazione del suo Costumer Care, che comunque per una banca è un asset indispensabile. Inoltre Linkedin offre l’opportunità di rivolgersi non ai piccoli risparmiatori ma a un target molto più forte economicamente, in questo caso sarebbe più che interessante la scelta di investire in Linkedin le risorse di Facebook.

»sapevate che Facebook ha intenzione di offrire servizi finanziari? Infatti pare che Facebook abbia già una licenza bancaria. Questo elemento può essere stato decisivo nella scelta di Unicredit poiché così Facebook diventerebbe un competitor diretto. 

» è anche possibile che la banca abbia sottovalutato il potere del mondo di Facebook & Co e che non abbia capito che non è tramite la ritirata che se vincono le battaglie. Infatti da questo punto di vista è impossibile non notare che nella loro pagina Facebook non c’era una strategia, senza una strategia è normale che non ci siano stati risultati.

I risultati si vedranno

Ora non possiamo sapere se Unicredit ha fatto una mossa vincente oppure no, vedremo cosa succederà. Di sicuro, siamo davanti a una grande impresa e sono curiosa di sapere quali conseguenze può avere in questa realtà una decisione del genere.

Forse sarà di esempio ad altre banche oppure la sua decisione darà occasione ad altre banche di usare meglio questi canali e acquisire i suoi contatti.

 

 

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