Aziende, cultura e business- Veronica Ramos

Brand, cultura e business

E se le aziende fossero capaci di vedere gli enti culturali come partner?

E se gli enti culturali fossero capaci di vedere se stessi come aziende?

Se inizi a leggere questo post ti anticipo che non si parla di musei ma di marketing e aziende. Come ho detto in altri articoli il “marketing non è il lato oscuro della cultura”.

Se sei arrivato a questo secondo paragrafo, direi che allora sei pronto per continuare.

La cultura può dare tanto alle aziende, le aziende possono dare tanto alla cultura

Se pensi, per esempio, a un museo non come a una struttura passiva ma attiva nel mondo economico – culturale, devi anche riconoscere il suo intrinseco bisogno di entrare in contatto con le aziende del territorio, sia per motivi di valorizzazione che economici. Le sponsorizzazioni sono solo una parte di ciò che un museo può ottenere da un’azienda. Immagina come un museo potrebbe ampliare il suo pubblico se una grande azienda lo accogliesse come partner e lo presentasse ai suoi clienti e nei suoi eventi.

D’altra parte, in un mercato sempre più grande e con un’offerta sempre più vasta il legame di un’azienda con il territorio può fare la differenza. E non devi pensare per forza a realtà italiane con una lunga storia, ma pensa a un’azienda straniera che vende per esempio cellulari e vuole fare la concorrenza a samsung o apple: non saranno il prezzo o la qualità a fargli fare strada… deve cercare altre strategie. Una strategia potrebbe essere entrare nella vita delle persone non perché racconta una storia ma perché diventa parte della storia.

Come diventare parte della società, della storia e della cultura?

Gli enti culturali sono i custodi della storia, delle tradizioni e della nostra identità. Loro possono dare le chiavi per permettere a un brand di far parte di qualcosa di più grande.

L’azienda dovrà creare una rete di relazioni e partenariati che le diano l’occasione di mostrarsi non solo come un semplice venditore ma come parte attiva nel patrimonio del territorio. Così non sarà solo una lotta di prezzo o di qualità, ma di appartenenza.

Soltanto una strategia di Heritage Marketing può sviluppare un lavoro del genere poiché qui si parla di collaborazioni e non di “manipolazione” della cultura, non si tratta di dire ciò che non è, ma di cercare una strategia che permetta a tutti di guadagnare.

Ora abbiamo due aziende con i loro prodotti, con le loro realtà e la loro storia che vogliono crescere.

Quando la teoria diventa realtà

Per puro caso, mentre lavoravo a quest’ articolo ho trovato un bellissimo esempio di collaborazione tra un’azienda e una fondazione. Avevo pronto un altro esempio, però quando ho visto la notizia su Linkedin non ho resistito e ho dovuto includere questo caso studio nel mio articolo:

In occasione della Europe Code Week Fondazione Golinelli e YOOX-NET-A-PORTER GROUP propongono alle scuole un programma di attività gratuite.

Brand, cultura e business- Caso studio fondazione golinelli

 

Lasciammo stare i problemi comunicativi di questo post (non è questo il momento di discutere di comunicazione). Concentriamoci invece sul fatto che una grande azienda come YOOX NET A PORTER GROUP e un ente importante a Bologna come Fondazione Golinelli abbiano unito le forze per creare un workshop per ragazzi e scuole.

Qui non si può parlare di manipolazione della cultura. Siamo di fronte a un bellissimo esempio di collaborazione culturale-aziendale (per l’azienda una chiara mossa di marketing molto ben riuscita).

Il marketing non è vendere

Troppe persone continuano a vedere il marketing come sinonimo di vendere, forse un tempo era così ma oggi non lo è più. Il marketing ormai è la nostra capacità di conoscere il nostro tempo, di conoscere la nostra realtà e le nostre persone unita alla capacità di dare, prima di tutto dare storie, dare cultura, dare bellezza…

Ora tocca a te scegliere cosa fare…